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Mountain Hike

04 CIMA DIECI - Sappada

Mountain Hike · Carnia
Responsible for this content
Alte Dolomiti - Sappada Val Comelico
  • Cima Dieci subito dopo un temporale
    / Cima Dieci subito dopo un temporale
    Photo: Giovanni Borella, Alte Dolomiti - Sappada Val Comelico
  • Una singolare veduta di Cima Dieci dalla vetta del Siera Spitz
    / Una singolare veduta di Cima Dieci dalla vetta del Siera Spitz
    Photo: Giovanni Borella, Alte Dolomiti - Sappada Val Comelico
  • Anello di nuvole attorno a Cima Dieci
    / Anello di nuvole attorno a Cima Dieci
    Photo: Giovanni Borella, Alte Dolomiti - Sappada Val Comelico
  • Panorama dalla vetta verso nord
    / Panorama dalla vetta verso nord
    Photo: Giovanni Borella, Alte Dolomiti - Sappada Val Comelico
  • Panorama verso la val Sesis e il gruppo Peralba-Chiadènis-Avanza
    / Panorama verso la val Sesis e il gruppo Peralba-Chiadènis-Avanza
    Photo: Giovanni Borella, Alte Dolomiti - Sappada Val Comelico
  • La parete est di Cima Dieci e l'imbocco del canalone  della via normale indicato dalla freccia
    / La parete est di Cima Dieci e l'imbocco del canalone della via normale indicato dalla freccia
    Photo: Giovanni Borella, Alte Dolomiti - Sappada Val Comelico
  • La parete est di Cima Dieci e l'imbocco del canalone  della via normale indicato dalla freccia
    / La parete est di Cima Dieci e l'imbocco del canalone della via normale indicato dalla freccia
    Photo: Giovanni Borella, Alte Dolomiti - Sappada Val Comelico
Map / 04 CIMA DIECI - Sappada
1650 1800 1950 2100 2250 m km

È il pronunciato pilastro roccioso che dalla Cresta del Pettine si protende verso nord. Mentre a sud è caratterizzata da una ripidissima china prevalentemente erbosa, sugli altri versanti presenta ardite e verticali pareti. La denominazione è legata alla sua posizione "oraria" rispetto a Cima Sappada

difficult
1.7 km
2:15 h
503 m
74 m

È una salita di indubbio interesse per l’ambiente solitario e per il suggestivo panorama che si aprirà ai vostri occhi soprattutto verso nord. Nonostante il percorso si snodi su terreno apparentemente innocuo, bisogna usare cautela sia nel breve tratto roccioso che anticipa i ripidissimi prati, sia sui prati stessi, specialmente se umidi di rugiada o bagnati di pioggia. Risulta perciò adatta a chi possiede sicurezza di passo ed esperienza di montagna.

Autore: © Giovanni Borella

outdooractive.com User
Author
Giovanni Borella
Updated: 2018-06-03

Difficulty
difficult
Stamina
Experience
Landscape
Altitude
2058 m
1618 m
Best time of year
Jan
Feb
Mar
Apr
May
Jun
Jul
Aug
Sep
Oct
Nov
Dec

Safety information

Difficoltà: EE

* si tratta di vie che presentano brevi tratti di 1° o singoli passaggi di 1°+ e che si articolano spesso in ambiente isolato e/o severo

Segnavia: 321, bolli rossi

Ore dal rifugio Siera : salita 1,45-2,15   discesa 1,00-1,15    totale 2,45 - 3,30

Ore da Sappada : salita 2,45-3,30   discesa 1,30-1,55    totale 4,15 - 5,25

SCALA DELLE DIFFICOLTÀ

Nella scheda tecnica di ciascun itinerario sono presenti le sigle comunemente utilizzate nelle guide di montagna (T- E - EE- EEA - A). Alcuni itinerari possono avere una doppia sigla (es: T/E oppure E/EE) in quanto presentano le caratteristiche di entrambe le categorie

T (turistico) indica  itinerari quasi sempre brevi e facili che si articolano su stradine forestali e/o sentieri ben segnalati o comunque evidenti che non richiedono particolare allenamento

E (escursionistico) indica percorsi, anche piuttosto lunghi, che si snodano su mulattiere e/o sentieri spesso sopra i 2000 metri, evidenti ma non sempre con bolli segnavia. Non hanno difficoltà di rilievo, ma talora possono presentare qualche tratto o singolo passaggio un po’ esposto o malagevole. Sono richiesti equipaggiamento adeguato, un minimo di esperienza e allenamento

EE (per escursionisti esperti) indica itinerari generalmente a quote superiori ai 2000 metri, che si possono articolare su terreno infido e/o in zone impervie, sono caratterizzati spesso da passaggi o tratti esposti e/o attrezzati, talora su roccette con difficoltà di 1° grado. Richiedono esperienza, passo sicuro, senso dell’orientamento, buon equipaggiamento, preparazione psico-fisica.

EEA (per escursionisti esperti con attrezzatura) indica percorsi attrezzati con funi metalliche, staffe, scalette. L’esposizione è quasi sempre costante. Sono obbligatori esperienza, allenamento e adeguato equipaggiamento comprendente casco e set da ferrata. Utili i guanti. 

A (per alpinisti) indica itinerari di roccia che portano alle vette con basse difficoltà alpinistiche (1°/2° grado). Richiedono capacità tecniche, buona esperienza, preparazione fisica, equipaggiamento idoneo (casco, qualche cordino, sempre utile anche uno spezzone di corda di 20-30 metri)

Tips, hints and links

AVVERTENZE

  • Le informazioni sotto riportate non possono essere considerate sostitutive della presenza di una guida alpina professionista
  • La montagna è un ambiente meraviglioso ma non esente da rischi, va quindi avvicinato sempre con la massima prudenza
  • Nelle Avvertenze delle Guide dei Monti d’Italia C.A.I./T.C.I. si legge che la classificazione delle difficoltà “rimane essenzialmente indicativa e va considerata come tale”, trattandosi di un elemento soggettivo. Questo vale anche per gli itinerari proposti nel sito
  • La classificazione delle difficoltà e i tempi di percorrenza vanno riferiti ad un escursionista/alpinista di livello medio riguardo ad allenamento, esperienza, abilità, allenamento 
  • Nell’intraprendere un determinato percorso si valutino bene le difficoltà, le proprie capacità e il proprio grado di allenamento
  • Prima di affrontare un itinerario (che non sia una passeggiata di breve durata) è buona norma: 1) consultare il Dolomiti Meteo dell'Arpav, collegandosi al sito http://www.arpa.veneto.it o chiamando il numero 049 8239399 (Opzione 2). Il bollettino, a differenza dei bollettini meteo nazionali, offre una previsione locale piuttosto affidabile. 2) assumere informazioni presso l’Ufficio Turistico, la locale sezione del C.A.I., le guide alpine, i gestori dei rifugi. Infatti lo stato di percorribilità di un itinerario e il suo livello di difficoltà possono andare incontro a significative variazioni anche in uno spazio di tempo assai limitato a causa di eventi naturali (frane, condizioni meteo sfavorevoli) e/o di situazioni contingenti (deterioramento dei segnavia, delle attrezzature fisse, presenza di nevai residui, ecc.)
  • Il cellulare può offrire un’erronea sensazione di sicurezza, perché si deve tener presente che vi sono zone prive di copertura telefonica
  • Nel malaugurato caso di incidente, malore, impossibilità a proseguire, contattare solo e esclusivamente il SUEM 118

Start

Rifugio Siera (m 1610) (1618 m)
Coordinates:
Geographic
46.555853, 12.719857
UTM
33T 325221 5158335

Destination

Cima Dieci (m 2151)

Turn-by-turn directions

Dal rifugio Siera, raggiunto con gli itinerari 4 o 5 o 6 della sezione Passeggiate, si raggiungono con l’itinerario 15 della sezione Escursioni i terrazzi del Prà Sartor. Poco oltre la parete nord del nostro monte, sulla destra s'incontrano un ometto e uno sbiadito bollo rosso su un masso che, anni addietro, indicavano il punto in cui abbandonare il sentiero 321 per rimontare una china detritico-erbosa diretta all’ampio canalone di ghiaie, pietre e macigni, compreso tra Cima Dieci e le ultime propaggini orientali della Cresta del Pettine. Dato che la parte alta della china presenta ora un profondo solco di erosione, è consigliabile continuare ancora per un centinaio di metri sul 321 e poi staccare a destra non appena si individua un ampio pendio detritico-erboso di terreno stabile che porta senza ostacoli al canalone anzidetto. Quest'ultimo, contornato a sinistra da piccoli e caratteristici gendarmi, va via via rinserrandosi fino a divenire uno stretto imbuto. Lo si rimonta faticosamente tra massi, sfasciumi e pietrame tenendosi a ridosso della parete rocciosa che lo delimita sulla destra. Giunti al suo culmine si piega a nord superando una friabile e delicata costola rocciosa di una quindicina di metri (1° con pass. di 1°+). Subito dopo iniziano i prati che si fanno progressivamente più ripidi: si sale traversando prima da destra a sinistra, superando anche un'area caratterizzata da fenomeni di erosione, indi, ormai nella zona sommitale, si piega a destra toccando in breve la panoramica vetta.

Ritorno

Il rientro al rifugio Siera avviene per la stessa via

Autore: © Giovanni Borella

 

Arrival by train, car, foot or bike

Book recommendation by the author

© Tratto dalla Guida "Sappada, dai sentieri alle vette" di Giovanni Borella , edita dalla casa editrice CO.EL.

Giovanni Borella Nato a Belluno, vi ha vissuto sino alle soglie dell'adolescenza. Si è successivamente trasferito a Padova, dove ancora risiede, frequentando la locale Università e conseguendo la laurea in Lettere Antiche che lo ha portato a esercitare l'insegnamento per qualche decennio. Escursionista prima, alpinista poi, ha compiuto numerose ascensioni sia nei più noti gruppi dolomitici sia in particolare sui monti di Sappada, che frequenta da moltissimi anni d'estate e d'inverno e dove ha anche aperto vie nuove e ripetuto altre in solitaria. Ha pubblicato tre guide: "Sui sentieri del sole" ed. Mediterranee 1995 in qualità di coautore, "Sappada, dai sentieri alle vette" editrice Co.El. 2002, "Dolomiti del Comelico" Linteditoriale 2010.

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Difficulty
difficult
Distance
1.7 km
Duration
2:15 h
Ascent
503 m
Descent
74 m

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